A FIOR DI PELLE. Collezioni Comunali d’Arte, Palazzo d’Accursio, BOLOGNA

SOLO SHOW at Istituzione Bologna Musei | Collezioni Comunali d’Arte, Palazzo d’Accursio, Bologna, Italy

curated by Sabrina and Silvia Battistini Samorì

In the exhibition of the Collezioni Comunali d’Arte in Bologna Chiara Lecca creates an intervention that leads the viewer’s gaze on a threshold between reality and illusion. A fior di pelle is the title of the project that animates a theater between nature and artifice, where the uncanny ability to manipulate with which the artist assembles organic elements animal leads to a sense of displacement, not without an ironic and amused.Through controversial capacity semiotics of matter, the work of Chiara Lecca compels fact the viewer to rethink its origin, highlighting the rift made by contemporary society between man and nature and the contradictions inherent in the collective removal of the instinctive and wild side as opposed to the rational sphere.
The exhibition is divided in four installations, one of which is specially made for this occasion, and falls into the section ART CITY Polis of the fifth edition of ART CITY Bologna (27 – 28 – January 29, 2017).

 

SOLO SHOW presso Istituzione Bologna Musei | Collezioni Comunali d’Arte, Palazzo d’Accursio, Bologna

a cura di Sabrina Samorì e Silvia Battistini

All’interno del percorso espositivo delle Collezioni Comunali d’Arte di Bologna Chiara Lecca si inserisce con un intervento che conduce lo sguardo dello spettatore su una soglia tra realtà e illusione. A fior di pelle è il titolo del progetto che anima un teatro tra natura e artificio, in cui la perturbante capacità di manipolazione con cui l’artista assembla elementi organici di origine animale provoca un senso di spiazzamento, non senza uno sguardo ironico e divertito. Attraverso le controverse capacità semiotiche della materia, il lavoro di Chiara Lecca costringe infatti lo spettatore a ripensare la sua origine, facendo emergere la frattura operata dalla società contemporanea tra uomo e natura e la contraddittorietà insita nella rimozione collettiva della parte istintiva e selvaggia in contrapposizione alla sfera razionale.
La mostra si articola in quattro installazioni ambientali, di cui una appositamente realizzata per questa occasione espositiva, e rientra nella sezione ART CITY Polis della quinta edizione di ART CITY Bologna (27 – 28 – 29 gennaio 2017).

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LICK. GHISLA ART COLLECTION LOCARNO

 

The work of Chiara Lecca is sharp and visionary, belonging to an ancient world, not artificial but natural, that dominates the rough truth – of which she shows, for example, the recycling of what we abhor and discard, hair or cut legs of animals, tails or even entrails … Her playfully and raw, ironic and shocking, dramatic and visionary ways of doing are highly critical of a society too often false and artificial. Her poetics is very feminine, because her way of living nature as a woman is very spontaneous and harmonious, never tragic, heroic or theoretical. Irony and eroticism blend in her work, and sometimes even shock as Chiara Lecca often uses wastes of animal of industrial production, such as ears, bladders, old fur or belts, bringing them back to their original status: the belts becoming snakes, the furs becoming animals, the entrails becoming containers. Through her works, she undermines the acquired certainties by offering to the observer a redeeming freedom of doubt.

For the occasion was be published the book LICK, Italian and English, with texts by Annamaria Maggi and Marinella Paderni. The book cover the artist’s work from her early experiences to date.

 

Il lavoro di Chiara Lecca è tagliente e visionario, appartenente ad un mondo antico, non artefatto, ma naturale in cui domina la cruda verità, del quale ci propone ad esempio il riciclo di ciò che aborriamo e scartiamo, i peli o le zampe recise di animali, le code o ancora le loro interiora … Il suo fare giocoso e crudo, ironico e scioccante, drammatico e visionario è scardinante e critico nei confronti di una società spesso troppo falsa ed artificiale. La sua poetica è molto al femminile, perché il suo modo di vivere la natura da donna è molto spontaneo ed armonico, mai tragico, mai eroico e mai teorico. L’ironia e l’erotismo si fondono nei suoi lavori, destando scandalo perché Chiara Lecca utilizza spesso rifiuti e scarti della produzione industriale di origina animale: orecchie, vesciche, vecchie pellicce o cinture, riportandoli al loro status originale, le cinture tornano ad essere serpenti, le pellicce ad essere animali, le interiora ad essere contenitori. Attraverso le sue opere incrina le certezze acquisite restituendo all’osservatore la libertà salvifica del dubbio

Per l’occasione è stato edito il libro, LICK, bilingue italiano-inglese, con testi di Annamaria Maggi e Marinella Paderni.

Il libro copre il lavoro dell’artista dalle prime esperienze ad oggi.

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QUOD PARET Naturkundemuseum, Kassel

The exhibition originates aiming to create a synergy between the Kassel province and Italy.

Supported by the Museum of Natural History – Ottoneum, the Landkreis Kassel and the Kasseler Sparkasse, the exhibition is curated by Elisabetta Pozzetti

Chiara Lecca has designed a structured path of contamination and dissemination across the museum halls, where several of her artworks interact with the permanent visual displays stimulating new senses and meanings.

The exhibition consists of works dated between 2008 and 2015, allowing an organic overview of the artist’s evolution. From Moths and butterflies (2008) to Peli superflui (2009), Ovo, Bowels (2010), Ovogenesi and Phasianis (2012), up to the series of Fake Marble and Bigbigbubble and the works prepared expressly for the German exhibition.

A wide array of materials is employed, yet all are connected by the same necessity: rebuild the relation between mankind and nature, dismantling those preconceptions and false beliefs – often generated by fear of diversity – that keep us in a deep contrast with the world we all belong to.

In the exhibition is also exposed the work Forma (Bitu), 2015, sprung from the special collaboration of Chiara Lecca with Jannis Kounellis. The work was devised after an intense discussion among the artist and master on the interconnections between food, art and survival.

La mostra nasce col desiderio di creare una sinergia tra la contea di Kassel e l’Italia.

Patrocinata dal Museo di Storia Naturale – Ottoneum, dalla contea di Kassel e dalla Kasseler Sparkasse, è a cura di Elisabetta Pozzetti

Chiara Lecca contamina e dissemina un numero cospicuo di opere capaci di dialogare con gli allestimenti permanenti del museo, in un percorso strutturato evocatore di stimoli e rimandi.

L’esposizione, consta di opere realizzate in un lasso temporale che spazia dal 2008 al 2015, permettendo una visione organica dell’evoluzione della produzione dell’artista. Dalle Moths and Butterflies del 2008, ai Peli Superflui del 2009, all’Ovo, Bowels del 2010, Ovogenesi e Phasianis del 2012, fino alla serie dei Fake Marbles e Bigbigbubble e alle opere realizzate appositamente per la mostra tedesca.

La varietà dei materiali utilizzati è accomunata dalla medesima esigenza: rimettere in relazione l’uomo con l’elemento naturale, scardinando quei pregiudizi, spesso generati dalla paura del diverso, che ci pongono in antitesi col mondo da quale paradossalmente tutti noi veniamo.

All’interno della mostra è esposta anche l’opera Forma (Bitu), 2015, scaturita dalla collaborazione straordinaria di Chiara Lecca con Jannis Kounellis. L’opera è stata concepita in seguito ad un intenso scambio dialettico tra l’artista e il maestro sulle interconnessioni tra cibo, arte e sopravvivenza.

WUNDERKAMMER . Palazzo Poldi Pezzoli, Gallerie d’Italia, Milan

The exhibition explores the relationships between art, nature and wonder through the phenomenon of the Wunderkammer, notes “Chambers of Wonder” by late Renaissance.

The exhibition is quite distant from the traditional icon-logic perspective; it crosses different situations and moments of the history of art, collectors, science, philosophy, with an interdisciplinary approach that starts from the sixteenth century and comes up to the contemporary. Twentieth century art, in fact, and specifically the art of certain avant-garde, has regained a system of wonder that the advent of modern science had removed. Juxtaposing to works and artifacts belonging to the sixth-seventeenth century contemporary art presences, the exhibition aims to stimulate the viewer to trace analogies, references and correspondences between the meanings involved in the multifaceted and complex phenomenon of the Wunderkammer.

Many artists in the exhibition including Gianfranco Baruchello, Maurizio Cattelan, Damien Hirst, Jannis Kounellis, Piero Manzoni, Mario Merz, Pino Pascali.

La mostra indaga i rapporti tra arte, natura e meraviglia attraverso il fenomeno delle Wunderkammer, le note “camere delle meraviglie” di epoca tardorinascimentale.

L’esposizione prescinde da una prospettiva iconologica tradizionale, per attraversare diverse situazioni e momenti della storia dell’arte, del collezionismo, della scienza, della filosofia, con un approccio transdisciplinare che parte dal Cinquecento e arriva fino alla contemporaneità. L’arte del XX secolo infatti, e nello specifico l’arte di certe avanguardie, si è riappropriata di un sistema della meraviglia che l’avvento della scienza moderna aveva rimosso. Accostando a opere e manufatti cinque-seicenteschi presenze dell’arte contemporanea, la mostra intende stimolare l’osservatore a rintracciare analogie, rimandi e corrispondenze tra i significati implicati nel multiforme e complesso fenomeno delle Wunderkammer.

Numerosi gli artisti in mostra tra cui Gianfranco Baruchello, Maurizio Cattelan, Damien Hirst, Jannis Kounellis, Piero Manzoni, Mario Merz, Pino Pascali.

MIMICRY . villa Rusconi, Castano Primo, Milan

Arts Award Rugabella presents Mimicry, solo exhibition by Chiara Lecca curated by Fabio Carnaghi. The staging site-specific in the halls of the seventeenth-century Villa Rusconi in Castano Primo is inspired by the theme of camouflage. The artist’s works are integrated with the historical space of the rooms painted and eventually disappear. A path that has its foundation in the fading and enhancement. The vocation of the conservative nature, which is essential in the work of Chiara Lecca, radiates to space and its history. The architecture and decor are not of the scenes, in which the work through a ceremonial appearance of self-impact research and leadership of view, but are part of the artistic intervention.

The exhibition is a diving experience and involvement of the visitor.

Are on display works characterized by the still life and the reinvention conservative, the artist develops an interesting journey enriched with new works, the foundation of which is the semantic contrast, played the sarcastic misunderstanding between natural and artificial, between naturalism and historicism, between persistence and décor vital stereotype, between reflection and appearance.

Premio Arte Rugabella presenta Mimicry, mostra personale di Chiara Lecca a cura di Fabio Carnaghi. L’allestimento site specific nelle sale della seicentesca Villa Rusconi a Castano Primo è ispirato al tema del mimetismo. I lavori dell’artista si integrano con lo spazio storico delle stanze dipinte fino a scomparire. Un percorso che trova il suo fondamento nella dissolvenza e nella valorizzazione. La vocazione conservativa della natura, aspetto essenziale nell’opera di Chiara Lecca, si irradia allo spazio e alla sua storia. Le architetture e i decori non rappresentano delle quinte, in cui l’opera attraverso un cerimoniale di apparizione autoreferenziale ricerca impatto e protagonismo visivo, ma sono parte dell’intervento artistico.

La mostra si propone come esperienza di immersione e di coinvolgimento del visitatore.

Sono presenti in mostra lavori caratterizzati dallo still life e dalla reinvenzione conservativa, che l’artista sviluppa in un percorso interessante arricchito con opere inedite, il cui fondamento è il contrasto semantico, giocato sul sarcastico equivoco tra naturale e artificiale, tra naturalismo e storicismo, tra persistenza vitale e décor stereotipo, tra riflessione e apparenza.

ROUND THE CLOCK . spazio Thetis, Venice

Round the Clock is a project that stems from two complementary and intersecting needs: the incessant, obsessive and always open extension to questions and concerns related to contemporary art, and the need to live and coexist with a new humanism consisting of a greater sensibility towards places we live and a recovered respect towards the resources and energies of the planet.

Round the Clock puts in dialogue art and sustainable ecosystems through a choral exhibition created by international artists who, through the power and energy inquiring of their works, belt paths and crossing attempts. Packaging, assembly and reuse are part of the process investigated by the artist from an intellectual point of view as basis for an organic and progressive reflection.

Round the Clock è un progetto che parte da due necessita complementari e intersecanti ovvero l’estensione incessante, ossessiva e sempre aperta a domande e dubbi dell’arte contemporanea e il bisogno di abitare e convivere con un nuovo umanesimo costituito da una maggiore sensibilità verso i luoghi che abitiamo e un rispetto da recuperare verso le risorse e le energie del pianeta.

Round the Clock pone in dialogo arte ed ecosistemi sostenibili attraverso un’esposizione corale realizzata da artisti internazionali che, mediante la forza energetica ed indagatrice delle loro opere, allacciano percorsi e attraversano tentativi. Imballaggi, assemblaggi e riutilizzo sono parte del processo indagato dall’artista dal punto di vista intellettuale come base per una riflessione organica e progressiva.

CRITICA IN ARTE: CHIARA LECCA. MAR Museo d’Arte della Città, Ravenna

There isn’t a sense of grim or gruesome in Chiara Lecca’s work, but great passion for the natural and animal world, for relations between men and women, for sexual dynamics, which are expressed through an unconditional use elements, wastes, of the everyday domestic sphere…

In the Chiara Lecca’s early works, was felt the idea of transposition from the human world to the animal one, in a sort of primordial return to origins, annulment of inhibition, search of a primitive freedom but also analysis of human habits similar to those of animals, refined and softened…

In recent works, such as the Still Life series and Domestic Economy, you are hushed by a cocoon-like environment, belonging to another era. The furniture, the show cases recall our childhood, when in grandmothers houses that furniture or those small framed glasses with postcard or souvenir photo accompanied by dried flowers where to be found. The artist reconstructs the mood of the era with elements in taxidermy, playing on appearance, deception of the vision, since only approaching the works we discover their real nature…

Non c’è il senso del trucido, del torvo o del macabro nei lavori di Chiara Lecca ma grande passione per il mondo naturale ed animale, per le relazioni tra uomo e donna, per le dinamiche sessuali, che vengono espressi attraverso l’utilizzo incondizionato di elementi di scarto della sfera domestica quotidiana. …

Nei primi lavori di Chiara Lecca si avvertiva l’idea di trasposizione dal mondo umano a quello animale, in una sorta di primordiale ritorno alle origini, annullamento delle inibizioni, ricerca di una primitiva libertà ma anche analisi di abitudini umane simili a quelle animali, affinate ed ingentilite. …

Nei lavori recenti come le serie Still Life e Domestic Economy si rimane incantati dall’atmosfera ovattata da ambiente borghese di un’altra epoca. I mobili, le teche richiamano la nostra infanzia, quando nelle case delle nonne si trovavano ancora quegli arredi o quei piccoli vetri incorniciati con la cartolina o la foto ricordo accompagnati da fiori secchi. L’artista ricostruisce il mood dell’epoca con elementi in tassidermia, giocando sulla apparenza, sull’inganno della visione poiché solo avvicinandosi alle opere scopriamo la loro natura. …

…DEL MAIALE NON SI BUTTA NIENTE. Galleria Fumagalli, Bergamo

The title of the exhibition recalls the spirit that permeates all the works of the artist.
A journey through a fairytale world, which comes to life in a context where what seems mild in itself hides a secret and where the tragic becomes “soft”: the tenderness is all for those animals, rabbits, sheep, otters, pigs, used by Man, slaughtered, the remains of which are unused, find in the artist’s work a new dignity.
Chiara Lecca weaves tight relations between everyday objects and childhood with elements of organic animal origin. The latter, in a game based on the ambiguity of their meaning, are de-contextualized and reinserted in unusual settings or surreal or even altered in their socio-cultural function.
Implementing an ironic reflection and at the same time critical on the common relationship with the natural sphere, Chiara Lecca holds a bond as elementary as effective with the viewer, at this point forced to question himself about its feelings.

Il titolo dell’esposizione richiama lo spirito che permea tutti i lavori dell’artista.
Un viaggio attraverso un mondo fiabesco, che prende vita in un contesto dove ciò che sembra lieve cela in sé un segreto e dove il tragico diventa “tenero”: la tenerezza è tutta per quegli animali, conigli, agnelli, lontre, maiali, utilizzati dall’uomo, macellati, i cui resti inutilizzati trovano attraverso il lavoro dell’artista una nuova dignità.
Chiara Lecca intesse strette relazioni tra oggetti di uso comune e dell’infanzia con elementi di provenienza organica, animale. Questi ultimi, in un gioco basato sull’ambiguità del loro significato, sono decontestualizzati e reinseriti in contesti inusuali o surreali o ancora alterati nella loro funzione socio-culturale.
Attuando una riflessione ironica e allo stesso tempo critica sul comune rapporto con la sfera naturale, Chiara Lecca stringe un legame tanto elementare quanto efficace con il fruitore, costretto ad interrogarsi sulle proprie sensazioni.