DALL’UOVO ALLA DEA_PALAZZO DORIA PAMPHILJ_ 2025

SOLO SHOW

PALAZZO DORIA PAMPHILJ

OSPITALE DI SANTA FRANCESCA ROMANA

Solo show a cura di Francesca Romana de Paolis

 

Dal 21 febbraio al 27 aprile 2025 Palazzo Doria Pamphilj a Roma apre le porte degli Appartamenti Segreti all’arte contemporanea con la mostra Chiara Lecca. Dall’uovo alla dea nelle Stanze Segrete Doria Pamphilj, a cura di Francesca Romana de Paolis.

 

In un mimetico gioco di rimandi e risonanze, Chiara Lecca (Modigliana, 1977) penetra il ciclo di stanze settecentesche, ancora parzialmente abitate dalla famiglia Pamphilj, con undici operedi cui due site specific, che dialogano con i dipinti del Seicento, le statue della Roma antica, gli affreschi e il mobilio ottocenteschi in un percorso legato ai quattro elementi alchemici (Fuoco, Aria, Terra e Acqua) e ai temi della creazione, metamorfosi e trasformazione.

 

Gli Appartamenti Segreti riscoprono così la loro natura di wunderkammer, ospitando opere che simulano e dissimulano, evocano e rievocano, in un’alternanza di materiali organici ed inorganici che danno luogo a una geometria di simulacri sfuggenti e di fossili anomali, mirabilia contemporanei dagli echi antichi.

L’esposizione è realizzata con il supporto della Principessa Gesine Pogson Doria Pamphilj e del coniuge Don Massimiliano Floridi, e in collaborazione con la Galleria Fumagalli di Milano.

 

PALAZZO DORIA PAMPHILJ, Appartamenti Segreti
Roma, via del Corso 305

OSPITALE DI SANTA FRANCESCA ROMANA IN TRASTEVERE

Roma, vicolo di Santa Maria in Cappella, 6

TURQUOISE_ museo Bagatti Valsecchi Milano_ solo show 2024

Turquoise

a cura di Matteo Chincarini

dal 04 al 13 ottobre 2024

Museo Bagatti Valsecchi Milano

 

Il Museo Bagatti Valsecchi di Milano in collaborazione con la Galleria Fumagalli, ospita il progetto espositivo dal titolo Turquoise

«Il Palazzo, nato come residenza e casa privata della famiglia milanese, si distingue per la ricchezza degli arredi, del mobilio ricercato e dell’oggettistica decorativa di pregio e qualità.» spiega il curatore della mostra Matteo Chincarini.

«È in questo contesto che le opere dell’artista romagnola  Chiara Lecca si presentano al pubblico, divenendo all’apparenza un vezzo manierista ma che in realtà  veicolano un messaggio rivolto al nostro rapporto con il mondo naturale.
I lavori si confondono nell’horror vacui della casa, si abbinano per forme e cromature rendendoli parti integranti degli interni.
Le opere di Chiara Lecca provengono da uno studio e da una storia personale, cresciuta a stretto contatto con con la fauna dell’azienda agricola di famiglia, è influenzata da questo ambiente per la filosofia del suo progetto artistico. I lavori sono realizzati in materia animale (vesciche, pelle) che viene dall’artista plasmata in qualcosa d’altro, di estetico e plastico per sottolineare la relazione tra uomo e natura, per farne emergere la frattura operata dalla società contemporanea.
Questa contaminazione prosegue lo scopo espositivo del Museo e ne accresce il suo spirito collezionistico tanto voluto dai fratelli fondatori.»

 

Crediti Fotografici Lucrezia Roda

CARNATION&lily _ Chiesa del Suffragio Bagnacavallo_ solo show 2024

CARNATION&lily

a cura di Davide Caroli

dal 22 Settembre al 27 Ottobre 2024

Chiesa del Pio Suffragio, Bagnacavallo RA

 

Organizzata da Museo Civico delle Cappuccine.
Promossa da Comune di Bagnacavallo
con il patrocinio di Regione Emilia-Romagna.

 

La mostra, che vede allestite più di 20 opere in parte inedite, nasce in stretto rapporto con il prezioso spazio che la ospita – la Chiesa seicentesca del Pio Suffragio di Bagnacavallo –  e tende a mostrarne le molteplici sfaccettature.

Parte delle opere ne sottolineano l’architettura: Lapped Rocks e Peli Superflui richiamano proprio la creazione di una struttura architettonica nella sovrapposizione di elementi e nella stratificazione strutturale che porta alla creazione di un volume.
Un secondo elemento significativo è la presenza umana, la pratica della fede e la frequentazione dei luoghi di culto ed è veicolata da opere come  Misses (Fiorenza, Roberta, Carlotta, Patrizia, Irene) e la serie degli Still Life.
Alla base di tutte le religioni risiede infine il concetto di fede e l’elemento mistico ovvero tendere al contatto diretto e all’unione con la divinità, con un sacro comunque inteso, mediante il superamento dei limiti naturali e logico-discorsivi e con devozione.
L’opera Art of Fugue intende portarci verso l’idea di soprannaturale unendo il tema del ritorno alla vita dopo la morte e quello del peccato originale, elementi rappresentati in un’installazione posta al centro della navata centrale.

Una sezione della mostra è infine allestita e si sviluppa anche nei suggestivi spazi dell’Antica Galleria, un passaggio sotterraneo, una sorta di viscera sotto al centro abitato.

 

Crediti fotografici Daniele Vergaro

DIORAMA {Generation Earth} _ museo MAN. NUORO _ group show 2024

DIORAMA_ Generation Earth 

a cura di C. Gatti e E. Masala

dal 5 luglio al 10 novembre 2024

Museo MAN Nuoro, Sardegna IT

 

Il MAN di Nuoro annuncia per l’estate una grande mostra che trasformerà tutte le sale del museo in uno spazio dinamico e sensibile, fatto di narrazioni e visioni, memorie della terra e nuovi orizzonti. Il MAN, come un gigantesco diorama – illusione in scatola di un mondo verosimile, dispositivo usato soprattutto nei musei di storia naturale per illustrare gli ambienti della biosfera – tornerà a proporre al pubblico una esperienza di “attraversamento” del museo, già sperimentata nel 2022 con la mostra SENSORAMA, interrogandosi ancora una volta su temi di attualità. Derivato dal greco dià (attraverso) e òrama (visione), DIORAMA significa “vedere attraverso” o “all’interno di qualcosa”. In questo caso, attraverso spaccati di mondi naturali e innaturali, popolati di creature e vegetazioni reali o ricreate, in una prospettiva che rende sempre più ambiguo il limite fra autentico o generato dall’intelligenza artificiale, possibile o impossibile.

 

Artisti in mostra:

Vanessa Barragão, Massimo Bartolini, Alessandro Biggio, Eelco Brand, Julia Carrillo, Giovanni Chiamenti, Elisabetta Di Maggio, Alexandra Daisy Ginsberg, Thomas Grünfeld, Sarah Illenberger, Georges Koutsouris, Mariko Kusumoto, Chiara Lecca, Christiane Löhr, Théo Massoulier, Wangechi Mutu, Patrizia Novello, Francesco Panozzo, Marta Roberti, Giuliana Rosso, Kiki Smith, Ketty Tagliatti, Thomas Thwaites, Luca Trevisani, Anna Citelli e Raoul Bretzel.

 

Crediti fotografici Alessandro Moni

_ PLACES AS PLACES AS STAGES _ CASTELLANI | KOUNELLIS | LECCA Galleria Fumagalli, MILANO_ 2023

ENRICO CASTELLANI | JANNIS KOUNELLIS | CHIARA LECCA

mostra collettiva a cura di Lóránd Hegyi

dal 26 ottobre al 20 dicembre 2023

Galleria Fumagalli Milano

 

La Galleria Fumagalli presenta l’ottavo e ultimo capitolo della serie espositiva MY30YEARS – Coherency in Diversity.

Ideata dallo storico dell’arte Lóránd Hegyi per la Galleria Fumagalli, il programma di mostre omaggia i trent’anni di direzione della gallerista Annamaria Maggi. A partire dall’esposizione congiunta delle opere di tre artisti seguiti o rappresentati dalla galleria, ogni mostra invita a superare tradizionali categorizzazioni, a rileggere le opere dei maestri storicizzati, a proporre dialoghi inediti e a svelare alcuni parallelismi nascosti tra ricerche e orientamenti artistici di differenti generazioni.

Spaces as Places as Stages intende rivisitare le sfide e le prospettive estetiche materializzate nel lavoro di Enrico Castellani (Castelmassa, 1930 – Celleno 2017) e Jannis Kounellis (Il Pireo, 1936 – Roma, 2017) nel contesto della ridefinizione dello spazio come palcoscenico di eventi, come luogo di azioni immaginarie, movimenti e cambiamenti. Tale incontro espositivo si arricchisce di due opere di Chiara Lecca (Modigliana, 1977), la quale interpreta la trasformazione dello spazio in luogo di apparizione di soggetti emotivi e immaginari, enfatizzando certe espressioni drammatiche e surrealistiche.

 

GREY CAVE_ 2023, legno alpiwood, extension naturali e artificiali

BLACK CAVE_ 2023, legno Alpiwood, extension naturale

 

SENZA FIGURA. Monitor Gallery Pereto AQ _ 2021 _ group show

• GROUP SHOW a cura di Nicola Samorì

Artisti in mostra: Pierpaolo Campanini, Chiara Lecca, Enrico Minguzzi, Mattia Moreni, Nicola Samorì

La galleria Monitor è lieta di aprire la stagione espositiva della sua sede di Pereto con la mostra dal titolo Senza Figura, in cui l’artista Nicola Samorì (Forlì, 1977)  ricopre la doppia veste di pittore e di curatore, mettendo insieme 5 artisti a lui vicini per ricerca, dialogo e condivisione di esperienze.

Chiara Lecca (Modigliana, 1977), Enrico Minguzzi (Cotignola, 1981), Pierpaolo Campanini (Cento, 1964) e Mattia Moreni (Pavia 1920 – Brisighella 1999) prendono di petto la natura, mettendosi di fronte a essa in un confronto tutt’altro che pacificato e fluido, interessati piuttosto alla sua ambiguità, alle sue implicazioni semantiche, alle distorsioni delle forme che si compiono in bilico tra contemplazione e colluttazione. Senza Figura è anche una auto-censura, una raccolta di dipinti e sculture che escludono la presenza del corpo, la tematica più ricorrente nell’opera di Nicola Samorì.

 

La via dell’in-naturale è aperta in mostra, cronologicamente, da un dipinto di Mattia Moreni del 1970, L’agonia dell’anguria allunata su pelliccia, una delle sue celebri non-angurie dove il corpo del frutto è sfregiato da una spaccatura, evocazione di quel sesso femminile che diverrà poi assoluto protagonista nelle sue rappresentazioni immediatamente successive.

Questa ambiguità semantica attraversa tutte le opere in mostra, dove il rapporto col naturale non è mai didascalico. In Pierpaolo Campanini il confronto quotidiano e ostinato con un brandello di natura sfocia in una sorta di trasfigurazione del fogliame, bruciato da bagliori che nella pittura di Enrico Minguzzi diventano resine fluorescenti che accolgono una natura in forma di pura espulsione mentale, privata di ogni sostegno alla gruccia del realismo. In Chiara Lecca la presenza del frammento animale sconfina otticamente in altri regni: le bolle alabastrine che si gonfiano come le angurie di Moreni sono in realtà vesciche animali, così come i fiori recisi sono orecchie di coniglio tassidermizzate. Fiori falsi, come quelli ritratti da Samorì nell’olio su Breccia di Vendôme secondo natura, poiché non sono stati dipinti, bensì come “trovati” sulla pietra e costretti a prendere forma attraverso l’assedio del colore che ne minaccia i perimetri rivelandoli al contempo.

 

Si sa come la natura si piega trasformandosi nello svolgimento delle necessità.

                                                                                                                              Mattia Moreni

SELVA MOLLE. ex Chiesa di San Rocco | Modigliana _ 2021 _ double show

• DOUBLE SHOW Chiara Lecca | Nicola Samorì a cura di Sabrina Samorì

Ex chiesa di San Rocco, Modigliana FC
// Nell’anno 1300 Dante si smarrisce in una selva oscura dove incontra belve feroci e, scortato dall’anima del poeta Virgilio, viene condotto attraverso i tre regni dell’Oltretomba in un viaggio allegorico e ultraterreno che illustra la condizione delle anime post mortem. Rompendo i confini della vita normale attraverso una aperta stratificazioni di significati, che con forza di convinzione ed energia visionaria tocca le sorgenti delle nostre emozioni, la Divina Commedia si fa specchio narrativo del potere metaforico della fantasia del sommo poeta nel rivestire di realtà un mondo immaginario. Trasfigurando leggende popolari, superstizioni e visioni, Dante ci colpisce con forza e ci mette dinnanzi a una sorta di tribunale di giustizia normato dalla simmetria del contrappasso attraverso l’uso di immagini visive ricche di plasticità.

Queste le premesse che hanno definito Selva molle, una mostra che vede il dialogo tra le opere di Chiara Lecca e Nicola Samorì e che si configura come una labirintica discesa agli inferi che porta ad una nuova nascita materica. Come un “mito guida”, nell’ombra della Seicentesca Chiesa sconsacrata di San Rocco, Dante assume il ruolo di Virgilio e ci conduce idealmente in un percorso espositivo che scardina i confini tra sacro e profano e dove le stratificazioni materiche si riversano in forme estreme e contorte. Le opere in mostra celano simboli e archetipi universali che a loro volta racchiudono molteplici e differenti significati. L’alchimia e la manipolazione della materia, caricano le opere di nuovo contenuto: forme che si dibattono per poi riemergere trasfigurate. E’ proprio nell’attenta osservazione di questa metamorfosi materica che ci si deve interrogare per vedere oltre l’immagine e la forma. Questa capacità della materia di esprimere compiutamente i concetti di “naturalità”, memoria e origine, la si ritrova nell’impiego che Chiara Lecca e Nicola Samorì fanno dei materiali trattati come matrici e radici che agiscono sulla nostra capacità di percepire le forme attingendo a una primordiale dimensione istintuale.

L’Accademia degli Incamminati presenta, da domenica 4 luglio a domenica 5 settembre, la mostra
SELVA MOLLE di Chiara Lecca e Nicola Samorì a cura di Sabrina Samorì negli spazi dell’ex chiesa di San Rocco a Modigliana (Forlì – Cesena).
La mostra è realizzata in collaborazione con il Comune di Modigliana nell’ambito del Festival dei Sentieri Agrourbani e grazie al sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì.
E’ parte degli eventi collaterali alla mostra “Dante. La visione dell’Arte” in programma presso i Musei San Domenico Forlì.

CONTEMPORARY CHAOS | VESTFOSSEN KUNSTLABORATORIUM _ NORWAY, 2018 _ group show

• GROUP SHOW curated by Demetrio Paparoni

 

The 16th edition of Vestfossen KunstLaboratorium, at approximately one hour train from Oslo, will be inaugurated on 5th May, at 1:30 p.m. Curated by Demetrio Paparoni, the international exposition ‘Contemporary Chaos’ will present over 60 artists.

 

The show wants to emphasise the multiplying of artistic driving forces by focusing theattention on artists coming from all over the world, including areas which once were considered absolutely peripheral. The opening of new markets and the effects of the digital revolution have progressively brought about such an amount of information on art issues and events deemed important, while being often just ephemeral, to thwart every attempt of critical-theoretical grouping.

 

The linguistic chaos deriving from the language superimposition is thus a phenomenon going beyond the overcoming of movements and trends recorded since the Eighties of the 20th century.

Contemporary Chaos includes paintings, photographs, videos, performances and great installations. Starting from the premise that finding a unitary tissue in the scene of contemporary art would be absurd both in the West and in the East, the exhibition denies the existence of global linguistic models.

 

Differently from what happened with Modernism, present-day art doesn’t plan the future but analyses the present, focusing on the “here and

now.” In the intricacy of languages that Contemporary Chaos takes into account along the four floors of the huge building which was once a cellulose production plant, the remarkable presence of painting, usually marginalised in great international exhibitions, has a great

significance beside videos, photos, sculptures and installations.

 

As Paparoni writes in the catalogue: “Art has not operated in the realm of language for several decades. Its goal is the reflection on the present, on how and why society has assumed its present connotations. This explains the many works that present contaminations with

photojournalism, the many references to the history of art and the narrative-symbolic turning point of painting. […] Many artworks created in the new millennium tend to accommodate narratives that do not transcend reality, while at the same time amplifying the symbolic system.

In cases in which, in contrast with the so-called global culture, contemporary narrative traces the work back to the author’s history and place in the world, the symbolicdimension extends its meaning universally.”

RETROTERRA. Museo Carlo Zauli | Faenza _ 2017 _ solo show

• SOLO SHOW a cura di MCZ

Chiara Lecca al Museo Carlo Zauli: destini familiari incrociati.

Quando, nella primavera 2002, aprimmo il Museo Carlo Zauli, ci fu da subito molto chiaro come il senso profondo di un luogo come questo non fosse soltanto legato alla doverosa e sentitissima finalità di diffondere e tutelare l’opera di Carlo Zauli, ma fosse strettamente connesso anche ai destini culturali del nostro territorio.

 

Già lo stesso Zauli, che aveva immaginato questo centro culturale quindi anni prima che noi lo realizzassimo, aveva intrapreso azioni chiare ed inequivocabili in questa direzione. Un passaggio fondamentale di questa visione e, più concretamente, dei nostri obiettivi, è dunque sempre stato quello di essere luogo di opportunità, dialogo e confronto con gli artisti che da questo territorio diffondono una luce progettuale di significato profondo e di nitidi contorni espressivi. Da questa volontà nasce il progetto MCZ Territorio, di cui Chiara Lecca è stata protagonista nell’estate 2017. Questa formula prevede di invitare ogni anno un artista, che vive ed opera nella nostra città e nelle nostre zone, a confrontarsi  con gli storici spazi laboratoriali del ceramista scultore a cui questo luogo è dedicato. L’invito a Chiara Lecca in realtà nasce da molto lontano: abbiamo seguito il suo lavoro fino dagli esordi, quando frequentava gli ultimi anni dell’Accademia di Bologna, e ne siamo stati da subito conquistati per la forte libertà espressiva, la potenza del messaggio, l’ironia e la capacità di essere assolutamente autentico. Anno dopo anno, ci siamo ritrovati a scoprire quanto questo lavoro potesse arricchirsi e rinnovarsi, rafforzandosi in ampiezza di mezzi espressivi ed eleganza senza mai tradire la propria identità. Non è quindi soltanto il territorio di appartenenza che ci unisce a Chiara Lecca: come il nostro museo è legato ad una forte identità familiare, così il lavoro dell’artista da sempre affonda le proprie radici e definisce la propria cifra stilistica nella vita e nel lavoro della propria famiglia. Due appartenenze e due identità culturali che in questa occasione si incontrano, fondendo le atmosfere del vecchio studio-laboratorio di Carlo Zauli alle composizioni scultoree e alle installazioni estremamente eterogenee che Chiara Lecca mette in scena per l’occasione.

 

Ma nonostante questa vicinanza e la nostra ammirazione per le brillanti avventure artistiche che Lecca sta riscuotendo in ambito internazionale, per dare un senso più compiuto all’installazione del suo lavoro negli spazi del museo occorreva che ci fosse una forte convergenza progettuale. Ecco che gli ultimi lavori dell’artista, che si fondano da un lato sull’archetipo vaso-ceramico e dall’altro su strutture geometriche modulari nelle quali la natura interviene a modificare la struttura, ci hanno fornito l’occasione giusta per cogliere questa opportunità ed inviare Chiara Lecca ad una esperienza site-specific.

A FIOR DI PELLE. Collezioni Comunali d’Arte in Palazzo d’Accursio | Bologna _ 2017 _ solo show

• SOLO SHOW curated by Sabrina Samorì and Silvia Battistini

In the exhibition of the Collezioni Comunali d’Arte in Bologna Chiara Lecca creates an intervention that leads the viewer’s gaze on a threshold between reality and illusion. A fior di pelle is the title of the project that animates a theater between nature and artifice, where the uncanny ability to manipulate with which the artist assembles organic elements animal leads to a sense of displacement, not without an ironic and amused.Through controversial capacity semiotics of matter, the work of Chiara Lecca compels fact the viewer to rethink its origin, highlighting the rift made by contemporary society between man and nature and the contradictions inherent in the collective removal of the instinctive and wild side as opposed to the rational sphere.
The exhibition is divided in four installations, one of which is specially made for this occasion, and falls into the section ART CITY Polis of the fifth edition of ART CITY Bologna (27 – 28 – January 29, 2017).

 

• MOSTRA PERSONALE a cura di Sabrina Samorì e Silvia Battistini

All’interno del percorso espositivo delle Collezioni Comunali d’Arte di Bologna Chiara Lecca si inserisce con un intervento che conduce lo sguardo dello spettatore su una soglia tra realtà e illusione. A fior di pelle è il titolo del progetto che anima un teatro tra natura e artificio, in cui la perturbante capacità di manipolazione con cui l’artista assembla elementi organici di origine animale provoca un senso di spiazzamento, non senza uno sguardo ironico e divertito. Attraverso le controverse capacità semiotiche della materia, il lavoro di Chiara Lecca costringe infatti lo spettatore a ripensare la sua origine, facendo emergere la frattura operata dalla società contemporanea tra uomo e natura e la contraddittorietà insita nella rimozione collettiva della parte istintiva e selvaggia in contrapposizione alla sfera razionale.
La mostra si articola in quattro installazioni ambientali, di cui una appositamente realizzata per questa occasione espositiva, e rientra nella sezione ART CITY Polis della quinta edizione di ART CITY Bologna (27 – 28 – 29 gennaio 2017).

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