ABOUT
In my work the animal becomes an accomplice to the operation of bewilderment of the man-managed, ordered and controlled reality. It is the intermediary to the re-emersion of our wild nature.
I often make reference to the idea that our culture has associated to a determined species, together with the gestures that link us the most to the animal sphere, such as those connected to food or sexuality.
The results are installations which aim is to make re-emerge the irrational part of everyone, where the opposites ‘false’/’true’, ‘organic’/’inorganic’ live together in a small tragicomic theatre, proposing different faces of the everyday life through an unexpected out of the rules language.
The grotesque joy comes out in this pagan dimension of the nature where the characters are plunged.
Nel mio lavoro l’animale diviene complice dell’operazione di spiazzamento della realtà gestita, ordinata e controllata dall’uomo. Esso è il tramite per far riaffiorare la nostra natura selvatica.
Spesso chiamo in causa l’idea che la nostra cultura ha associato ad una determinata specie, unita ai gesti che più ci legano alla sfera animale come quelli relativi al cibo o alla sessualità.
Ne risultano così installazioni dedite a far riaffiorare la parte irrazionale di ognuno, dove gli opposti ‘finto’/’vero’, ‘organico’/’inorganico’ convivono in un piccolo teatro tragicomico, proponendo diverse facce del quotidiano tramite un linguaggio inaspettato, fuori dalla norma.
La gioia grottesca affiora in quella dimensione pagana della natura in cui i personaggi sono immersi.